PERCHÉ DEVI FARE LA FILA IN PALESTRA?

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Perché devi fare la fila in palestra?

È arrivato il momento di iscriversi in palestra.

Ti informi sulla migliore offerta e, dopo aver trovato la palestra che ti sembra la migliore, ti iscrivi e parti!

Parti carico a palla, entri la prima volta e anche il Personal Trainer che ti trovi davanti sembra desideroso di creare una scheda e un programma perfetto per te.

Il primo giorno passi le tue prime ore in palestra a farti spiegare ogni singolo esercizio, quale peso è più adeguato e quanto tempo di recupero è necessario tenere tra una serie e l’altra.

Ora la tua scheda è pronta, ovviamente l’hai chiesta divisa in 3 giornate, vuoi fare le cose fatte per bene e al meglio.

Arriva il lunedì e inizi, sin dal primo giorno, come ci si può aspettare dalla più classica delle schede, con esercizi per allenare il Pettorale e le Spalle.

Si inizia con l’esercizio principe: la panca piana. Peccato che arrivi carico per iniziare ma vedi che le due panche presenti nella palestra sono già occupate!

Può succedere, passi all’esercizio successivo. Questa volta è libero, inizi a farlo con i tuoi recuperi giusti, peccato che poco dopo arriva un altro ragazzo che chiede di alternarsi. Non vuoi sentirti colpevole di fargli saltare l’ordine degli esercizi e accetti. Ecco però che i tempi di recupero cambiano e non sono più quelli che dovresti fare, a volte meno a volte di più. Andrà bene comunque?

Allora provi a interpellare il Personal Trainer: lui, innanzitutto, non ti sa rispondere sul perché il suo collega ti aveva dato un recupero con quei tempi, ma poi dà la più classica delle risposte (per liberarsi di te): “sì, sì, vai tranquillo, va benissimo così”. (e torna a “spiegare” un esercizio casualmente ad una bella ragazza).

Finisci la tua scheda d’allenamento in “solo” 2 ore (in teoria si era parlato di 1, massimo 1 ora e mezza), alternandoti con almeno 4 ragazzi diversi nei vari esercizi e dopo aver fatto la fila più volte per poterli fare. Quindi hai anche dovuto variare notevolmente l’ordine degli esercizi, ma il solito Personal Trainer ha sempre detto “ sì, sì vai tranquillo”.

Però, pensi, che essendo il primo giorno, sono cose che possono capitare. Il lunedì è un giorno molto pieno, sicuramente la prossima volta non sarà così.

Arriva il giorno della seconda scheda: Gambe e Braccia. Questo, probabilmente, ti fa pensare: “che palle, le gambe no!”

Però sei determinato e parti; pensi anche al fatto che, non essendo molto amati gli esercizi per le gambe, non ci sarà troppo traffico e fila agli attrezzi. L’inizio è buono, peccato che già dal secondo esercizio ritorna il problema della fila. Ti tocca posticipare un esercizio, alternarsi in un altro e così via.

E così, sei costretto a pensare al prossimo… pensare sempre positivo. Il terzo allenamento arriva di sabato mattina, hai poco tempo, hai un appuntamento poco dopo. Allori parti carico e ti riprometti di importi e di fare la tua scheda veloce e senza file.

Incredibile ma vero, arrivi già al primo esercizio (Lat Machine) e ti ritrovi una fila peggiore di quella che troveresti il lunedì mattina alle poste! Passi al secondo, vai avanti ancora fino ad un’altra “fila” e poi un’altra ancora; sta di fatto che sei a ¾ della tua scheda ed è già passata 1 ora e mezza ed il tuo tempo è quasi terminato.

A quel punto, preso dal nervoso, decidi di abbandonare l’allenamento e ti fai una doccia veloce e vai via.

Le grandi domande di chi fa la fila in palestra

Ma perché il lunedì tutti gli esercizi che devi fare tu, li devono fare anche gli altri?

Mi avevano assicurato un allenamento personalizzato, vuoi che proprio tutti abbiano la mia stessa identica scheda?

Possibile che debba fare la fila per almeno 3 esercizi ogni volta?

Pensi che magari si potrebbe impostare anche un bel sistema di ticket per prenotarsi! Si perderebbe forse meno tempo.

Speri che con il tempo le cose cambino, ma invece non cambiano di una virgola, anzi probabilmente peggiorano.

Cosa peggiore? Tutta questa sofferenza non porta a nessun risultato, soffri, ti innervosisci senza raccogliere frutti.

Tutto questo porta a una sola e brutale soluzione: graduale abbandono della palestra!

Quindi, dalla partenza carica che avevi in mente: 3 volte settimanali in palestra, mangiare sano, a volte addirittura un quarto allenamento… passi ad andare forse 2 volte in palestra a settimana, mangiare quel che ti capita e la domenica “allenarti” sul tuo caro e comodo divano.

Ma se ti dicessi che è possibile allenarsi in un’ora in maniera efficace?

E se ti dicessi che la “fila” che hai incontrato in palestra io ti garantisco di non fartela fare mai?

La soluzione è una: TRIFIT.

Un metodo che ti permetterà di allenarti con uno o più amici ma senza dover aspettare che uno di loro ti liberi la panca piana.

Noi l’allenamento lo creiamo su di te, ogni lunedì cambierà; non sarà la solita scheda dove sai già prima di entrare nella sala pesi che dovrai aspettare almeno 2 o 3 turni prima di allenarti sulla panca piana o sulla lat machine.

La tua cara panca piana la farai, ma magari il martedi o mercoledi; non credo che il medico ti abbia obbligato a farla di lunedì.

Ma poi pensi davvero che fare sempre le solite cose ti porti a risultati certi?

Il nostro corpo ha bisogno di stimoli sempre nuovi per dar vita a un vero cambiamento strutturale. Se il tuo allenamento è basato sulla monotonia di sequenza e numero di ripetizioni il tuo corpo entrerà dopo una prima fase di adattamento alla cosiddetta fase di stallo, o meglio tradotta in letargo.

Pensi che ti voglia imbrogliare e solo convincere con bugie?

Vieni a provare, la prima lezione è gratuita e poi ti do anche un’altra novità: non dovrai più scegliere tra abbonamenti di mesi e mesi o addirittura annuale; ma avrai la sola opzione di acquisto di 10 ingressi o poco più, perché? In questa maniera noi avremo sempre lo stimolo per “stupirti” e portarti al raggiungimento dei tuoi obiettivi e tu non ti sentirai mai vincolato ma libero di cambiare palestra quando più lo preferisci.

Però, io lo dico sempre a chi viene a provare il nostro metodo, “TRIFIT crea dipendenza, chi lo prova non l’abbandona più!”

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